Il 2 agosto 2026 il Regolamento (UE) 2024/1689, noto come AI Act, raggiunge la sua data generale di applicazione. Non si tratta però dell'inizio degli obblighi sull'intelligenza artificiale: l'obbligo di alfabetizzazione in materia di IA, previsto dall'articolo 4, è già vigente dal 2 febbraio 2025. (Fonte Agenda Digitale)

Quello che cambia dal 2 agosto è la piena operatività del regolamento: scattano gli obblighi di trasparenza dell'articolo 50 (su chatbot, deepfake, contenuti generati con AI) e diventa pienamente applicabile il regime sanzionatorio, con le autorità nazionali di vigilanza operative sul mercato. (Fonte UniverseIT)

Cosa succede se l'azienda non ha formato il personale

L'articolo 4 non prevede una sanzione diretta e automatica per la mancata alfabetizzazione del personale. Sarebbe però un errore concludere che l'inadempimento non abbia peso: l'articolo 99, paragrafo 7, lettera g), stabilisce che tra i criteri per commisurare le sanzioni relative ad altre violazioni rientra il grado di responsabilità dell'operatore, valutato anche sulla base delle misure organizzative adottate. (Fonte LavoriPubblici)

In pratica, formazione e policy interne documentate giocano a favore dell'azienda in caso di contestazione, seguendo una logica di accountability già nota dal GDPR. L'articolo 85 riconosce inoltre a chiunque il diritto di reclamo all'autorità di vigilanza in caso di sospetta violazione, azionabile anche da un committente.

Non esiste un corso standard uguale per tutti

Con le modifiche introdotte dal Digital Omnibus, fornitori e deployer restano obbligati a sostenere lo sviluppo dell'alfabetizzazione del personale, ma non devono garantire un livello standard identico per ogni persona. La Commissione precisa che non è obbligatorio misurare formalmente il livello di conoscenza di ciascun dipendente. (Fonte BibLus)

Il piano di alfabetizzazione dovrebbe essere proporzionato al ruolo: un conto è chi usa occasionalmente un chatbot per bozze di testo, un altro è chi decide di introdurre sistemi di IA nei processi aziendali. Per i ruoli decisionali e tecnici si parla di una alfabetizzazione avanzata, mentre per l'uso quotidiano bastano competenze di base su opportunità, rischi e limiti degli strumenti. (Fonte Ecloga Italia)

Da dove iniziare concretamente

Il primo passo utile non è la formazione in sé, ma la mappatura: censire quali sistemi di IA vengono effettivamente usati in azienda, distinguendo tra strumenti sviluppati internamente, servizi acquistati da terzi, sistemi incorporati in software già in uso (es. suite Office, CRM) e strumenti generativi usati direttamente dal personale, spesso in modo informale. (Fonte Altalex)

Per ciascun sistema censito va individuato il ruolo dell'organizzazione: nella maggior parte dei casi le aziende sono "deployer", cioè utilizzano strumenti sviluppati da terzi (basta usare ChatGPT per predisporre un'offerta commerciale). Il livello di obbligo cambia in base al ruolo e alla categoria di rischio del sistema. (Fonte Agenda Digitale)

Domande frequenti

L'obbligo di alfabetizzazione IA nasce il 2 agosto 2026?

No. È già vigente dal 2 febbraio 2025. Il 2 agosto 2026 segna la piena applicazione generale del regolamento e l'operatività delle autorità di vigilanza su tutte le disposizioni, inclusa quella sulla formazione.

Cosa rischia un'azienda che non forma il personale sull'IA?

Non è prevista una sanzione diretta per la sola mancata formazione, ma l'assenza di misure organizzative documentate aggrava la posizione dell'azienda in caso di altre violazioni contestate.

Serve un corso identico per tutti i dipendenti?

No. La normativa richiede un piano proporzionato al ruolo e al tipo di utilizzo dell'IA, non un livello di competenza uniforme per l'intera organizzazione.

Da dove si parte per adeguarsi?

Dalla mappatura degli strumenti di IA realmente utilizzati in azienda, per capire il ruolo dell'organizzazione (fornitore o deployer) rispetto a ciascuno di essi.

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Fonti